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mercoledì, 14 dicembre 2011Nonostante il disordine, quel piccolo appartamento aveva un che di familiare. Tutto era sottosopra e a stento riuscivo a intravedere il letto ricoperto di vestiti. Le pareti erano grigie e i pavimenti riportavano alla mente opere d’arte incompiute. C’era solo una porta che non ricordavo d’aver mai visto e così m’avvicinai per dare un’occhiata.







